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Conclusione

Tirare le conclusioni della Ricerca sin qui illustrata è impresa complessa; molti, infatti, sono i nodi da sciogliere,molti gli interrogativi ed i dubbi, molte le incertezze che riguardano il mondo della formazione in musicoterapia in Italia.
Una certezza, alla fine di questa percorso, l'abbiamo comunque conquistata : c'è ancora tanta strada da fare prima di attestarsi non soltanto agli standard di formazione europea e mondiale ma, ancor prima, a quella canonici della formazione in generale.
Infatti, abbiamo riscontrato pochi nessi tra i vari aspetti della formazione che, invece, dovrebbero mantenere una loro logica interna molto forte e basata sulla coerenza.
SIcuramente l'attuale sistema formativo in musicoterapia non sempre è in grado di dare le conoscenze e le competenze necessarie per "fare" ed "essere" musicoterapeuta.
Troppo grandi sono le distanze tra un sistema formativo e l'altro, troppo diversi gli approcci ed i contenuti erogati dalle tante scuole.
L'esito finale è una grande confusione per chi deve scegliere come e dove formarsi ed alla fine una certezza è data : perché formarsi ?
Se la risposta è : «per esercitare la musicoterapia» dobbiamo essere in grado di sciogliere alcuni fondamentali nodi :

SI può PARLARE DI FORMAZIONE ?
Non sempre e, comunque, non per tutti allo stesso modo. Formare non significa soltanto erogare conoscenze ma, principalmente, mettere il "formando" nelle condizioni di "fare" ed "essere" ciò per cui si forma. E non sempre è così. Nella maggior parte dei casi possiamo parlare di formazione vera e propria; in alcuni casi, invece, di processo formativo, di informazione, di specializzazione. Mancando però un profilo professionale, risulta difficile rendere omogeneo l'intero sistema formativo; non basta più, allora, che ogni Corso sia valido in sé e per sé, ma deve esserlo all'interno di un sistema formativo di riferimento univoco.

ESISTE UNA MUSICOTERAPIA ?
Esiste la musicoterapia e, al suo interno, diverse teorie di riferimento, diverse tecniche e diversi metodi. Se ne stimano molti ed ognuno fa capo ad uno studioso, ad un modello teorico, ad una tecnica o metodologia di intervento. E tutto si differenzia in base alle finalità che si intendono raggiungere "facendo" musicoterapia. Da queste finalità dipende tutto il resto ed anche il modello formativo che si abbraccia. Da questo, infatti, ci si muove per introdurre in un Corso una materia piuttosto che un'altra, un monte ore di teoria più o meno corposo rispetto alla pratica. Da questo punto di vista, esistono tanti Corsi di musicoterapia quante musicoterapie e questo sarà pure scontato ma, comunque, determina una stato di maggiore confusione laddove mancano riferimenti normativi ed istituzionali che fissino criteri e modalità di applicazioni in Italia.

PER DIVENTARE MUSICOTERAPEUTA BISOGNA ESSERE UN MUSICISTA ?
Questione annosa ed irrisolta : come abbiamo pure notato nella Ricerca, non esiste una univocità di posizione; alcuni Corsi presuppongono il possesso almeno di un titolo musicale inferiore (diploma di compimento inferiore di pianoforte) mentre altri chiedono il diploma di Conservatorio. In alcuni casi in titolo musicale è un presupposto fondamentale, in altri bastano "competenze musicali equipollenti verificabili" o, comunque, la disponibilità a frequentare un corso di musica durante la contemporanea frequenza al Corso di musicoterapia. Tutto questo, è chiaro, determina confusione e disorientamento sia in chi si appresta ad entrare nella formazione, sia per chi ne è uscito e si trova ad essere musicoterapeuta allo stesso modo di un altro che, però, non conosce affatto la musica. Cosa succederà quando la musicoterapia sarà riconosciuta ? chi, in quel caso, sarà musicoterapeuta ?

MUSICOTERAPEUTA O MUSICOTERAPISTA ?
Altra annosa questione tanto irrisolta quanto contraddittoria. Alcuni sostengono la necessità di una laurea, magari in psicologia o medicina, per definirsi musicoterapeuta e di un titolo di specializzazione in musicoterapia post diploma per essere musicoterapisti. Altri, invece, sostengono la inconsistenza del problema stesso. Allora non dobbiamo avere paura di dire : sono un terapeuta. Possiamo dirlo giuridicamente. Un musicoterapeuta non ha intenzione di curare la psiche. L’importante è che dopo che ti formi come musicoterapeuta poi aderisci alle associazioni che si sottopongono al controllo del Cnel. E sia la Fim che la Confiam sono già dentro al Cnel. Una cosa, comunque, è certa : il titolo rilasciato è indifferentemente di musicoterapeuta e/o di musicoterapista ed in entrambi i casi non esiste un prerequisito di accesso al Corso di formazione differente. Allora il problema rimane tutto, e nella sua contraddizione.

IL TITOLO DI FORMAZIONE RILASCIATO E' RICONOSCIUTO ?
No. L'unico modo per avere un titolo riconosciuto è che il Corso sia stato autorizzato dalla Regione o che esso stesso sia riconosciuto da un sistema di formazione europeo; anche il titolo, chiaramente, sarà valido nella nazione europea di riferimento. Sino a che in Italia non sarà regolamentata la figura del musicoterapeuta qualsiasi titolo di studio, a qualsiasi livello esso sia rilasciato (diploma, attestato, qualifica...), non avrà mai alcun valore se non quello che ognuno gli avrà dato. Il riconoscimento del Corso o il suo finanziamento da parte della Regione sarà una condizione per la validità del titolo rilasciato; l'altra condizione, fondamentale, è che l'esame finale avvenga alla presenza di un funzionario regionale appositamente incaricato. Se questo non avviene il titolo rilasciato non ha alcun valore, neanche nella Regione che ne ha finanziato la formazione. Questo fino a che in Italia la figura professionale del musicoterapeuta non avrà un riconoscimento giuridico ed una regolazione normativa.

QUANTE ORE DEVE DURARE UN CORSO DI FORMAZIONE ?
Non esistendo un profilo professionale riconosciuto, non esiste neanche un percorso accreditato o validato. Dalla Ricerca emerge chiaramente che ognuno eroga le ore di formazione che vuole, e le proposte formative, da questo punto di vista, spaziano dal minimo di 80 al massimo di 1500 ore. Entrambe le proposte, come tutte quelle altre 48 censite che stanno in mezzo, rilasciano un titolo di musicoterapia, sia esso diploma o attestato. La contraddizione e la confusione è evidente, ma fino a che non ci sarà una regolamentazione ognuno sarà legittimato a fare ciò che vuole. Ma l'interrogativo rimane ed è forte : con 80 ore di formazione o con 1500 sono allo stesso modo musicoterapeuta ? la risposta, sino ad ora, è sì (!).

CHI VALUTA CHI ?
L'unico caso in cui il titolo rilasciato può essere riconosciuto, lo abbiamo già detto, è quello degli esami finali fatti in presenza di un funzionario regionale. In tutti gli altri casi, tranne in quello del titolo europeo, la valutazione finale potrà seguire canoni e criteri diversi; ed infatti è così. Le valutazioni dei Corsi di formazione esaminati sono prevalentemente orientate a verificare l'apprendimento di un "sapere". In alcuni casi esistono esami per materia, sul modello universitario, ma non sappiamo a che livello di approfondimento. Pochi, rispetto al totale dei Corsi, gli accertamenti di una competenza acquisita nel corso della formazione.

COSA DEVO "SAPERE" PER DIVENTARE MUSICOTERAPEUTA ?
Niente è definito in questo senso. Devo sapere di musica, di musicoterapia, di psichiatria e di psicologia, di diritto del lavoro e di medicina, di biologia e di arteterapia. Un pò di tutto o di tutto un pò ? Dipende dal monte ore del Corso e dall'impostazione teorica di chi lo organizza. Ma, comunque, niente che rientri entro parametri studiati e stabiliti da un Ente istituzionale incaricato ad hoc. Almeno fino ad ora. In questa vacatio legis si studia e si apprende un numero significativo di materie, intersecate e mescolate tra di loro all'interno di un modello di riferimento teorico che, in alcuni casi, non è neanche dichiarato prima. E, comunque, il monte ore assegnato ad alcune materie è, a nostro parere, troppo irrisorio per dare quella conoscenza e quella competenza che un operatore che entrerà a contatto, in alcuni casi, con il disagio psichico deve avere. Non basta certo avere studiato qualcosa di psichiatria per entrare in relazione con un soggetto autistico.

CHE COMPETENZE DEVE AVERE UN MUSICOTERAPEUTA ?
Sicuramente, lo si evince da quasi tutti i Corsi, almeno una competenza improvvisativa in ambito musicale. La musica ed il suono, infatti, costituiscono i codici linguistici per comunicare con l'altro. E poiché l'altro sarà prevalentemente in una situazione di disagio, sarebbe opportuna una competenza relazionale che, però, non sempre è considerata. Il counseling, cioè la consulenza di aiuto, ad esempio, raramente è affrontato nei percorsi formativi mentre è fondamentale che un musicoterapeuta, dopo essere entrato in relazione con un paziente attraverso il suono e la musica, sia capace di restituirgli tutte le emozioni che questi, fidandosi di lui, ha tirato fuori; o ha comunicato. Comunque il musicoterapeuta attua una relazione di aiuto e dai percorsi formativi esaminati non si evincono strumenti dati in tal senso.

CHI PUO' EROGARE FORMAZIONE IN MUSICOTERAPIA IN ITALIA ?
Chiunque, almeno fino ad ora. Forse, in un futuro speriamo molto prossimo, non sarà così. Infatti sarà necessario che la struttura formativa sia adeguatamente uniformata a parametri stabiliti dal C.N.E.L. alla stessa stregua di altri Enti che in altri ambiti (come il counseling, ad esempio) sono già soggetti a questi dettami. Ma per adesso non esistono regole al riguardo.

QUAL E' IL GIUSTO PREZZO DI UN CORSO DI FORMAZIONE IN MUSICOTERAPIA ?
Non esistono rapporti qualità/prezzo testati ed accettati; ogni ente di formazione stabilisce, secondo parametri che gli sono propri, cifre e costi. Chi sceglie di appoggiarsi ai finanziamenti pubblici propone Corsi a prezzi stracciati; anzi, se la formazione è finanziata dalla regione o da fondi europei, il corsista riceve una indennità giornaliera od oraria. In tutti gli altri casi, invece, la formazione va pagata di tasca propria e, spesso, questa costa davvero. E', infatti, consueto trovare proposte formative che, anche a parità di ore erogate, costano diversamente. In tanti casi, poi, esistono notevoli squilibri tra ore di formazione e costo della formazione : in proporzione, un corso di 1200 ore può costare meno di uno di 200.

CONCLUSIONI DELLE CONCLUSIONI
La conclusione è una sola : la musicoterapia deve essere regolamentata al più presto. La sua diffusione nel territorio nazionale sta diventando troppo elevata per non uniformarla a criteri oggettivi e validi. Il rischio serio che si corre è quello di bruciare, prima ancora di farla decollare, una disciplina che in altre parti del mondo esiste da moltissimi anni e che dove è stata applicata ha raggiunto risultati apprezzati anche in campo scientifico e medico.

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