La ricerca ha preso le mosse dai dati inseriti in alcuni database
presenti in alcuni siti internet che si occupano di musicoterapia.
L'ipotesi da verificare era l'esistenza o meno di una omogeneità di
alcuni parametri formativi delle offerte presentate. Questo perché
l'esistenza di "skills" formativi precisi e forti sono alla base
della garanzia di un modello formativo di carattere europeo e
mondiale. L'Unione Europea e le altre nazioni del mondo in cui la
musicoterapia è riconosciuta e dove da anni è insegnata, propongono
percorsi formativi di alto livello ed adeguatamente strutturati.
Abbiamo voluto verificare se in Italia esiste o meno il presupposto
fondamentale che, secondo noi, orienta il legislatore nella
definizione di un profilo professionale : tutti i musicoterapeuti
italiani sono formati secondo protocolli formativi in musicoterapia
validati e in armonia con le competenze che il profilo deve
conseguire alla fine del percorso, pur se tra differenze evidenti
tra teorie di riferimento e metodologie di lavoro.
Ne è risultata una sostanziale differenziazione tra cinque diversi
gruppi : il primo è quello delle scuole aderenti al protocollo
formativo della Confiam (Confederazione Italiana Associazioni di
Musicoterapia); il secondo delle scuole conformi al protocollo
formativo della Confiam; il terzo delle scuole aderenti al
protocollo formativo della F.I.M.(Federazione Italiana
Musicoterapeuti); il quarto dei corsi universitari; il quinto di
tutte le altre scuole.
| n. | % | |
| altre scuole | 25 | 50,00 |
| scuole aderenti Confiam | 15 | 30,00 |
| corsi universitari | 4 | 8,00 |
| scuole aderenti FIM | 3 | 6,00 |
| scuole conformi Confiam | 3 | 6,00 |
| TOTALE | 50 | 100,00 |
Dai siti internet di Confiam e Fim non si evince molto sul
protocollo formativo;è chiaro,invece, che entrambe le federazioni
stanno lavorando alla sua formulazione come pure ad una più corposa
azione di riconoscimento professionale della figura del
musicoterapeuta, secondo i criteri previsti dal CNEL. (vedi
dossier sulle libere professioni).
I corsi universitari, poi, sono inseriti all'interno di un percorso
più composito e, nella gran parte dei casi, si tratta comunque di
corsi di perfezionamento o di master.
Restano, infine, i corsi che non rientrano in altra classificazione
se non quella di:"altre scuole". Con il risultato evidente che si
tratta di percorsi formativi che si riferiscono, ognuno, a parametri
non classificabili. La metodologia della ricerca adottata per
l'analisi del sistema formativo italiano in musicoterapia ci ha
permesso di impostare il lavoro attraverso l'utilizzo di due
tecniche statistiche : l'analisi del contenuto delle schede
riassuntive di ogni scuola e la misurazione della frequenza relativa
di ogni parametro osservato e la sua schematizzazione attraverso la
creazione di valori percentuali.
Ne è risultato un lavoro sicuramente non esaustivo ma veritiero
rispetto a quella che è la linea intrapresa dalle scuole di
musicoterapia in Italia.
A tal proposito ci sembra molto interessante la lista dei corsi di
musicoterapia esistenti nel mondo pubblicata su "NEWS LETTER" della
World Federation of Music Therapy presentata durante il
Congresso
Mondiale svoltosi a Washington (1999). I corsi di formazione
attivati nelle diverse parti del mondo sono tutti considerati di
livello superiore (post-graduate). Si tratta di corsi post-lauream
riservati a laureati in musica, che prevedono differenti livelli di
preparazione e formazione. In questo quadro, i corsi italiani sono
stati considerati, invece, di livello inferiore (under-graduate).