Al 5° Congresso Europeo di
Endocrinologia, tenutosi a Torino dal 9 al 13 giugno 2001 e promosso
dalla "European Federation of Endocrine Societies", si è svolto un
simposio satellite sulla Musicoterapia.
Di Carla Fleischli
Caporale
Il professor Ezio Ghigo, della Divisione Endocrinologia del
Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Torino, e
Filippo Massara della Ludi Sounds di Milano – il primo che in Italia
si è dedicato alla produzione di musiche terapeutiche, attraverso
l'ausilio di musicisti e medici, hanno presediuto l'incontro. La
loro relazione, che ha visto partecipi altri nomi di ricercatori:
Laura Gianotti, Silvia Destefanis, Fabio Lanfranco, Josefina Ramunni,
Valeria Mondelli, della Divisione Psichiatria del Dipartimento
Neuroscienze dell'Università di Torino, ha illustrato ampiamente un
esperimento da loro condotto su pazienti afflitte da amenorrea
ipotalamica funzionale (ovvero la mancanza del ciclo mestruale).
Come leggiamo nel loro resoconto: "Spesso questa patologia si
associa a calo ponderale, alterazioni nutrizionali anche minime,
eccessivo esercizio fisico o ancora a stress psichico ed emotivo.
L'evidenza che l'ascolto musicale nell'uomo normale o iperteso
determina una riduzione dei livelli circolanti di quegli ormoni
generalmente aumentati in corso di stress, ci ha indotto a
verificare l'effetto di una sequenza di brani scelti e proposti da
Filippo Massara, sulla secrezione spontanea di gonadotropine, LH e
FSH, nonché di estradiolo, la cui diminuzione e perdita,
caratterizza l'amenorrea ipotalamica funzionale.
Sono state studiate quattro giovani donne con amenorrea ipotalamica
funzionale da più di cinque anni. Prima, durante e dopo quattro
settimane di ascolto musicale, si è potuto constatare un progressivo
incremento dei livelli di gonadotropine e di estradiolo in tutti i
soggetti e una spiccata amplificazione della risposta di LH e FSH,
suggerendo che la somministrazione di musica possa determinare
modificazioni neuroendocrine".
Uno stato corporeo sorridente
Filippo Massara descrive la compilazione dei brani, scelti per
questo esperimento (che si possono acquistare su CD in libreria:
"Sorriso e gioia con la musica", edito da Ludi Sounds), essere il
risultato delle sue lunghe ricerche, sperimentazioni e
frequentazioni con musicisti e medici. La musica è un
importantissimo mezzo, attraverso cui si può recuperare il "sorriso
del corpo". Le ricerche dimostrano come, uno stato corporeo
"sorridente", faccia aumentare la produzione di endorfine. Più la
beatitudine aumenta, più il nostro corpo sorride. Più sorride e
maggiore è la stimolazione neuroendocrina e la produzione di
sostanze "beatificanti".
Come indicano le statistiche, nei primi mesi di vita il piccolo
dell'uomo sorride in media 400 volte al giorno, mentre la media
dell'adulto scende addirittura a 15 volte, si può facilmente dedurre
che, durante il nostro percorso di crescita, perdiamo poco alla
volta quella capacità di sperimentare la gioia. Quando sussiste un
blocco interiore che non ci consente di arrivare alle nostre
emozioni e sentimenti più vivi e positivi, la musica può essere un
reale supporto che permette la riconquista di quei territori
nascosti. La presa di coscienza delle nostre capacità di provare
emozioni e sentimenti attraverso il nostro corpo che risuona con le
frequenze armonizzanti e liberatorie, ci conduce sulla via di un
percorso immaginativo-emotivo, in grado di farci riabbracciare
quella parte di noi apparentemente dimenticata, per riportarla in
vita e far ritrovare al corpo la sua unicità armonica. Il suono, la
musica, le emozioni toccano il corpo, svegliano le emozioni nel
profondo e diventano un fatto neuroendocrino e psichico.
L'ascolto della musica è, come si può ben appurare, un mezzo
potentissimo, in grado di modificare lo stato psico-fisico del
nostro organismo.
La musicoterapia moderna
Nel 1973 Peter Tompkins e Christopher Bird scrissero un libro che
divenne immediatamente famoso "La vita segreta delle piante".
Proprio in questo testo il grande pubblico fu messo a conoscenza,
per la prima volta, di alcuni esperimenti eseguiti sulle piante
utilizzando la musica. L'idea venne a uno studioso di storia antica
e di filosofia dell'India, il dottor Singh, che era anche a capo del
dipartimento di botanica dell'Università di Annamalai, a sud di
Madras. Nella mitologia indiana si dice che Krishna, l'ottava
manifestazione del dio Vishnu, che forma assieme a Brahma e a Shiva
la trinità divina indù, usasse la musica per favorire la produzione
e la vegetazione. Il dottor Singh cominciò quindi a osservare al
microscopio le variazioni possibili delle piante, sottoposte al
suono di un diapason. Incoraggiato dai risultati, fece disporre
delle Impatiens balsamina (le popolarmente dette "gambette di
vetro") in un laboratorio. Qui, ogni giorno alla stessa ora e per 25
minuti, ricevevano una "terapia" musicale eseguita con uno strumento
indiano. Dopo un mese di stimolazione musicale le piantine vennero
portate all'aperto e messe a fianco di altre piantine che non
avevano ricevuto tali sollecitazioni, ma che erano però state
debitamente curate. Al tempo del controllo finale, si rivelò che le
"balsamine" sottoposte a terapia musicale avevano in media generato
un 72% di foglie in più e la crescita era stata maggiore del 20%.
Dopo il 1960, tempo in cui vennero rese note le ricerche effettuate
dagli studiosi indiani, diversi furono i test eseguiti sulle piante,
per scoprire con maggiore chiarezza gli effetti rigeneranti della
musica sugli organi vitali.
· Tuttavia, ora si poneva una domanda: quale musica poteva essere
considerata la migliore?
A tal proposito vennero fatti degli esperimenti negli Stati Uniti
per determinare quali fossero le note musicali più vivificanti,
tuttavia le reazioni delle piante erano discordanti. Gli studiosi
decisero allora di sottoporre la piante non a delle singole note, ma
a due diversi generi di musica: la rock e la classica. Il risultato
fu che le piante vicino alla fonte di musica rock tentarono di
allontanarsi dagli altoparlanti; quelle sottoposte a musica classica
si attorcigliarono "amorevolmente" attorno alla sorgente musicale.
Inoltre, la musica rock sembrava produrre sulle prime una crescita
abnorme delle piante in altezza, che generavano foglie piccolissime,
per poi però portarle a morire per "esaurimento". Un'altra
peculiarità prodotta dalla musica rock fu che esse necessitavano di
molta più acqua di quelle invece deliziate dalla musica classica.
La musica interagisce con la materia
Nel 1787, Ernst Chladni, giurista, musicista e fisico
tedesco, contemporaneo di Mozart, pubblica "Entdeckungen über die
Theorie des Klanges", "Scoperte sulla teoria dei suoni", in questo
lavoro pionieristico Chladni getta le basi della futura scienza
dell'acustica, la scienza del suono. In modo particolare Chladni si
adoprò per rendere visibile ciò che veniva generato dalle onde
acustiche. Questo fu possibile attraverso della sabbia che, al suono
del violino, si conglomerava in diverse forme geometriche (vedi
immagine con la sequenza delle forme assunte). Questa fu la prima
dimostrazione "scientifica" che indicava chiaramente come il suono
interagisse con la materia.
Forse, gli esperimenti più eclatanti, per i risultati ottenuti,
furono quelli eseguiti dal medico svizzero e ricercatore, il dottor
Hans Jenny verso gli anni '60. Si dedicò, infatti, a studiare a
fondo gli effetti dei suoni sulla materia. Fotografò al microscopio
e non, ogni tipo di sostanza: plastica, impasti, liquidi, polveri e
molto altro, mentre venivano sottoposti a dei suoni. I risultati
furono decisamente incredibili: ciò che prima del trattamento era
semplicemente un insieme di materia organica, una volta sottoposta
ai suoni assumeva diverse forme geometriche. In base a quanto poté
osservare, le forme armoniche che venivano prodotte, corrispondevano
sempre a dei suoni armonici. Così scrive infatti nel suo libro "Cymatics[1]":
"Abbiamo ora la sicurezza che sistemi armonici come quelli che
abbiamo osservato nei nostri esperimenti, derivano da oscillazioni
provocate da intervalli e frequenze armoniche". Gli esperimenti del
dottor Jenny furono estremamente meticolosi, ben documentati e
assolutamente riproducibili, questo a garanzia della totale
scientificità con cui vennero svolti.
Anche il biologo Rupert Sheldrake, famoso per la sua teoria
dell'esistenza di un campo morfogenetico emanante da ogni essere o
oggetto della creazione, descrive la materia vivente come una rete
di gerarchie vibrazionali, in risonanza. Il che fa comprendere che
la materia si organizza in modo tale da risuonare con l'input
vibrazionale più influente con cui viene in contatto.
Un libro da poco apparso e non ancora tradotto in italiano: "The
Message from Water," del giapponese Masaru Emoto mostra chiaramente
non solo gli effetti della musica sull'acqua, una sostanza
estremamente ricettiva ad assumere le influenze vibrazionali
imposte, ma anche come i nostri pensieri e le nostre emozioni – che
sono anch'essi delle frequenze – influiscono sulla struttura di
questa sostanza. (Si vedano le immagini di riferimento dove l'acqua
influenzata dalle diverse vibrazioni è stata fotografata dopo essere
stata congelata).
§ Questo dimostra una volta di più quanto sia efficace l'utilizzo
terapeutico della musica, a livello puramente organico, dove la
materia vivente del nostro organismo si può riconfigurare
armonicamente, attraverso una cura che preveda il giusto utilizzo di
frequenze armoniche; ma anche a livello emotivo, riarmonizzando le
nostre emozioni che, a loro volta, influiranno beneficamente sulla
materia (visto che il pensiero è in grado di modificare la struttura
organica – vedi le foto di Emoto).
Siti Web sul tema
http://www.wellnessgoods.com/art_wat_messages.html
http://www.thetempleofsound.com/power.html
http://www.alphaomega.se/english/chladnifig.html
Si può visionare il sito sulla Cimatica al seguente indirizzo:
http://www.cymaticsource.com/index.html
In questo sito del fotografo tedesco Alexander Lauterwasser si
possono vedere delle magnifiche immagini degli effetti del suono
sull'acqua : http://www.foto-lauterwasser.de/wasser.htm
Contatti
Filippo Massara è reperibile al seguente numero telefonico
di Milano: 02.20.43.059
[1] La definizione di "Cymatica" deriva dalla parola greca "kyma"
che significa "grande onda".
CARLA FLEISCHLI CAPORALE
Giornalista e scrittrice, si occupa di ricerca nel campo del
benessere psico-fisico e della divulgazione di quelle tecniche in
grado di ampliare la consapevolezza e migliorare quindi lo stile di
vita. Ha pubblicato diversi libri firmati con lo pseudonimo M.A.R.
(Marina Alessandra Ricci)