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Approfondimenti

Guarire con la musica

(da : "Nuova Era e meditazione" edito da New Sounds e "Les Nouvelles Esthétiques" Ala Editrice Milano")
Di Carla Fleischli Caporale

Sommario :

Introduzione
La musicoterapia
La musica terapeutica
Il creato è vibrazione
Effetti della musica
Una curiosità


Introduzione
Tutto il creato è vibrazione, secondo il dottor Victor Beasley, appartenente al gruppo di ricerca presso la statunitense University of the Trees, e studioso del corpo umano come fenomeno elettro-vibratorio, "ogni cellula può essere considerata come dotata di un ambiente magnetico circostante, o campo magnetico, il quale interagisce con i campi delle cellule simili adiacenti, dando così origine al campo magnetico di un sistema particolare all'interno del corpo umano". Nel nostro corpo fisico ogni atomo ha una sua frequenza naturale e, per effetto di risonanza, si aggrega agli atomi simili, formando in questo modo le cellule dei diversi tessuti. Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili. Come tutto il nostro corpo, che emette varie onde (Beta, Alfa, Teta, Delta, Gamma ) a seconda del suo stato. Quando queste nostre note di risonanza interiore, per una qualsiasi causa, si sono stonate generando una catena viziosa e degenerante, noi possiamo riaccordarle ridando il "la" su cui erano sintonizzate all’origine, attraverso le pratiche meditative o l’ascolto della giusta musica. Permettendogli di ri-intonarsi, siamo in grado di ristabilire l’armonia del nostro organismo. Il sufi Inayat Khan afferma in un suo libro "la comparsa della malattia nel corpo può essere intesa come l'ombra della vera infermità che occupa la mente dell'uomo. Grazie al potere della musica la mente può elevarsi fino a sovrastare il pensiero della malattia che verrà allora dimenticata" (da Il misticismo del suono).

La musicoterapia
La musica crea delle strutture vibratorie che interagiscono con il nostro campo elettromagnetico e influenzano il nostro organismo attraverso il principio della risonanza. L’uso accorto del suono necessario, è un metodo terapeutico di antica origine. La più antica classificazione degli stati emotivi generati dalla musica viene dall’India dove si descrivono i nava rasa, cioè i nove sentimenti che la musica può provocare:
Shringara: erotico, romantico, dolce;
Hasya: comico, scherzoso;
Karuna: patetico, triste, tragico;
Raudra: esasperato, drammatico;
Veera: audace, grandioso, maestoso;
Bhayanaka: che incute timore e reverenza, solenne;
Adbhuta: meraviglioso, rallegrato, gioioso;
Shanta: pacifico, rilassato, tranquillo;
Vibhatsa: disgustoso.
Ed è su questa antica suddivisione che ancora oggi i musicologi basano i loro studi. Kate Hevner, la ricercatrice che ha dato una struttura terapeutica agli effetti della musica, ha creato una Mood Wheel - una Ruota degli Umori - riferendosi a otto dei nove umori indiani (ha tralasciato "disgustoso"), e li ha disposti in cerchio, su di una ipotetica rosa dei venti. In questo modo indica il percorso terapeutico da far percorrere al paziente, portandolo da uno stato emotivo negativo a quello più positivo immediatamente adiacente, finché non viene raggiunto l’umore desiderato.
La Ruota, indicando l'aggettivo che descrive l’umore risvegliato dalla musica, inizia
a sud ovest con solenne,
a sud tragico,
a sud est dolce,
a est tranquillo,
a nord est scherzoso,
a nord gioioso,
a nord ovest drammatico,
a ovest maestoso.
Un paziente affetto da forte malinconia viene aiutato prima attraverso l’ascolto di un pezzo malinconico in cui si può ritrovare, poi viene fatto passare ad un pezzo dolce - l’umore successivo, e così via, emozione dopo emozione, lo si conduce agli umori successivi, fino ad arrivare all’emozione desiderata. Secondo il dottor Randall McClellan, insegnante alla Sonic Arts Foundation e noto a livello mondiale per le sue musiche in grado di ridurre lo stress, "nelle terapie di questo genere la musica viene impiegata essenzialmente come veicolo per l’espressione di emozioni e la liberazione di energia fisica. Nella tradizione occidentale le musiche utilizzate generano un’energia dinamica il cui senso incalzante favorisce l’aspettativa e crea la sensazione di perseguire un obiettivo. L’energia creata si rafforza attraverso una serie di piani dinamici sempre più intensi che ci investono trascinandoci verso l'inevitabile risoluzione e sfogo" (da Musica per guarire).
Tendenzialmente noi veniamo attratti dal tipo di musica che in quel momento risuona con le nostre emozioni, con il nostro inconscio impregnato delle sue memorie esperienziali. Per fare terapia è dunque necessario iniziare dapprima con un tipo di musica che corrisponde al proprio stato interiore per poi passare verso quelle melodie in grado di portarci nello stato desiderato.
A livello fisico le modificazioni indotte dalle diverse sonorità finora riscontrate dagli scienziati e ricercatori sono le seguenti:
1.. accelera o rallenta il metabolismo del corpo in base al ritmo;
1.. se definita "eccitante" produce un calo nella risposta sensoriale, se invece "tranquilla" lo incrementa - in alcuni casi lo lascia invariato;
2.. altera la frequenza di respirazione accelerandola o rallentandola secondo il ritmo;
3.. può ridurre la fatica e lo stress facilitando il flusso d’energia corporea;
4.. influenza le secrezioni interne;
5.. può ridurre o incrementare l’immaginazione;
6.. non produce mutamenti significativi nella frequenza del battito cardiaco
Visti gli effetti rilevati a livello emotivo e il conseguente livello fisico, è lecito porsi la domanda "esiste una sonorità probiotica, cioè facilitatrice della vita che, attraverso il suo ascolto l'armonia vibrazionale di tutte le nostre cellule possa venire ristabilita?" Con quali criteri scegliere allora una musica che, attraverso l’ascolto quotidiano, sia in grado di espletare effetti terapeutici e, al tempo stesso, preventivi?

La MUSICA TERAPEUTICA
È stato calcolato che il nostro corpo, nella sua globalità, vibra con una sua frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo - quando è nel suo stato più naturale e rilassato. La terra vibra alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (detta risonanza Schumann). Il sistema nervoso di tutte le forme di vita è sintonizzato su tale frequenza. Le onde del cervello quando sono in alfa - cioè quello stato di serena vigilanza che si acquisisce nella meditazione e attraverso la pratica costante di tale disciplina - sono intorno agli 8 cicli al secondo. Dunque, una musica terapeutica per eccellenza - al di là delle proprie inclinazioni musicali - è quella che facilita l'entrata in alfa. Una musica dove le emozioni si placano eliminando i picchi, sia in negativo che in positivo, permettendo così, nell’equilibrata immobilità interiore, l’apertura alla felicità spirituale. Queste sonorità sono quelle più indicate a riportare equilibrio vitale ed armonico nella nostra realtà organica e psicologica.

Il creato è vibrazione
Nel 18° secolo Ernst Chladni, un fisico tedesco, pensa di applicare alla cassa armonica di un violino una sottile lamina di metallo su cui distribuisce della sabbia sottilissima. Facendo poi scorrere l'archetto sulle corde, osserva che la sabbia, vibrando per il suono prodotto, si disponeva in forme geometriche che si modificavano quando si cambiava l'altezza della nota. In questo modo Chladni dimostra che il suono, le vibrazioni, influisce veramente sulla materia e inizia a studiare a fondo l’argomento fondando una nuova scienza: la cimatica. Tuttavia fu solo nel ventesimo secolo che la cimatica riprese grazie ad uno scienziato svizzero: Hans Jenny. Utilizzando le sofisticate apparecchiature moderne Jenny misurò, fotografò, sperimentò gli effetti delle vibrazioni sonore di ogni tipo sui più diversi materiali e scoprì che le forme create dal suono erano prevedibili. Per esempio, determinati suoni corrispondono sempre alle stesse figure, inoltre, scoprì che acclamando i suoni di antichi linguaggi come il sanscrito o l'ebraico, le figure che si producevano, disegnavano il simbolo alfabetico che si pronunziava! Un’altra scoperta interessante rilevava che i disegni, che altrimenti si formavano, ricordavano le strutture cellulari degli organi viventi. Jenny si convinse che la vita è il risultato delle vibrazioni specifiche di ogni cellula - in altre parole, ogni cellula ha il suo suono, la sua nota.

Effetti della musica
Nell’ormai famoso libro La vita segreta delle piante, di Christopher Bird e Peter Tompkins, si racconta come i "soggetti" (cioè le piante) sottoposti a musica dura come l’hard rock, si allontanassero "disperatamente" dalla fonte musicale, allungandosi nella crescita in direzione opposta. Le piante più fortunate, a cui era stata proposta della musica classica, crescevano invece con "entusiasmo" verso l'altoparlante. Una pianta, addirittura, si attorcigliò "amorevolmente" attorno alla cassa. Tuttavia, il successo maggiore lo rilevò la musica indiana del sitar di Ravi Shankar. Le piante ebbero una inclinazione verso la fonte musicale mai raggiunta prima!


Una curiosità
La musica risuona dunque nella materia e produce degli effetti. Così il nostro corpo risponde al suono anche quando non ne siamo consapevoli. Un ricercatore e professore di musica R.Murray Schafer ha scoperto che per gli studenti statunitensi e canadesi la nota più facile da ricordare è ciò che corrisponde al "si naturale", mentre per gli europei è il "sol diesis". Perché questa differenza? Il professore spiega come negli USA e in Canada la corrente elettrica alternata è di 60 cicli al secondo. Tutto il nostro corpo percepisce queste frequenze ogni volta che un apparecchio elettrico funziona e, ben sappiamo come ne siamo esposti! La frequenza americana è in risonanza col "si naturale". Mentre in Europa, la corrente ha 50 cicli al secondo, ed è in risonanza, appunto, col "sol diesis"!

CARLA FLEISCHLI CAPORALE

Giornalista e scrittrice, si occupa di ricerca nel campo del benessere psico-fisico e della divulgazione di quelle tecniche in grado di ampliare la consapevolezza e migliorare quindi lo stile di vita. Ha pubblicato diversi libri firmati con lo pseudonimo M.A.R. (Marina Alessandra Ricci)

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